la sicurezza per gli anziani in città aumenta con un'app

Le città del futuro? Saranno popolate di anziani

Gli over 60 sono in aumento e saranno una risorsa per le città del futuro: una nuova sfida per le Smart Cities che dovranno garantire sicurezza e servizi migliori agli anziani, soprattutto grazie alle nuove tecnologie.

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La popolazione mondiale sta invecchiando tanto e in buona salute: a dirlo è un rapporto OCSE (OECD 2015 Ageing, Debate the issues, OECD Insights)  che ha previsto entro il 2050 un aumento degli over 60 pari al 21%,  entro quell’anno infatti, l’età media della popolazione mondiale sarà di 38 anni, contro i 26 degli anni ‘90.

Invecchiamento della popolazione: le cause

Si fanno pochi figli e si vive più a lungo: queste le cause all’origine del fenomeno dell’invecchiamento globale. A meno che improvvisamente la popolazione europea, ad oggi tra tutte la più vecchia del mondo, inizi a fare molti più figli per coppia (e non solo 1,5 di media, come accade al momento) il futuro è un paese, anzi un mondo, per vecchi. Avete capito bene, mondo, perché il fenomeno riguarda anche altri paesi come l’India, dove da una media di 5,5 figli (anni ’70) si è passati a 2,5.

Vecchio a chi?

I cambiamenti si sa, prima di essere tradotti in numeri e statistiche, vengono recepiti dalla società e si manifestano nella lingua o nelle abitudini: ad oggi -e da almeno un decennio, in verità- il confine tra la definizione di vecchio e quella di anziano si è spostato notevolmente: così una persona di 69 anni la chiameremo anziana e solo dai 75 in poi la chiameremo vecchia.

Così, mentre le statistiche fotografano una popolazione di cui la maggioranza sono gli over 60 in tutto il mondo, gli anziani vengono riconosciuti a partire da quest’anno come <<parte del processo di sviluppo>>. Gli anziani oggi sono anche forza lavoro, aiutano i figli economicamente e spesso crescono i nipoti, diventando un punto di riferimento e spesso un sostegno per le famiglie:  il loro ruolo sarà sempre più importante nella società del futuro. Secondo il rapporto OCSE 2014 Society at a Glance  in Germania, Giappone e Italia ci sono solo 3 lavoratori per ogni pensionato, mentre in Arabia Saudita i lavoratori per ogni pensionato sono 20. La durata della vita negli stati  europei si è allungata e aumenterà di altri 5 anni entro il 2050 (stando alle previsioni), saranno molte di più le persone di 80-90 anni nelle nostre città.

Città a misura di anziano: l’Italia resta indietro

Se una volta il sogno di tutti era quello di trascorrere una vecchiaia in relax e in perenne vacanza, magari in un paese esotico dove spendere poco e godersi i soldi messi faticosamente da parte o ritornando al paesino d’origine, la maggior parte degli anziani è oggi molto attivo e spesso abita in città.

Rispetto a questo enorme cambiamento in vista per il futuro, i centri urbani dovranno adeguarsi con un’offerta migliore di servizi e migliori livelli di sicurezza, in particolare per coloro che sono malati o più fragili.  Ma qual è la situazione delle città italiane?

Purtroppo non particolarmente rosea, se pensiamo alle barriere architettoniche, alla scarsità di iniziative di reale inclusione sociale, all’inefficienza dei trasporti o delle strutture sanitarie. Tranne casi sporadici che si contano sulle dita di una mano.

Un buon esempio arriva da Bolzano, dove grazie alle nuove tecnologie si mettono in pratica sistemi per controllare la sicurezza delle abitazioni, si garantiscono la salute psico-fisica e  il contatto  a distanza con  operatori sociosanitari.

A Roma, invece, l’unico programma funzionante è Viva gli Anziani, iniziativa della comunità di Sant’Egidio basata sulla creazione di una rete sociale di sicurezza che integra la persona over 75 e la tiene d’occhio con la collaborazione di portieri, volontari, medici, un progetto creato nel 2004 e sostenuto da Asl e Comune. Il primato di città più virtuosa va a Udine, che da vent’anni ha attivato programmi in cui i più anziani collaborano attivamente all’integrazione degli immigrati, partecipano a programmi di musicoterapia e di socializzazione.

A volte basterebbe solo far sentire loro che ci siamo e che possono sentirsi sicuri in qualsiasi momento, magari utilizzando anche le nuove tecnologie e gli strumenti del tracking e del monitoraggio a distanza, seguendo dal vivo i percorsi che effettuano quotidianamente in città o nel quartiere.

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